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Mariateresa Contaldo per S/oggett/E

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments

Mariateresa ContaldoHa partecipato a S/oggett/E scegliendo in sei scatti di “frantumare” la classica dicotomia di genere femmina vs maschio. Come? Semplice (o forse no): Mariateresa Contaldo ha ritratto donne travestite da uomini – alcune per pratica consolidata, altre su invito della fotografa. Laureata in Storia dell’arte, ha iniziato come restauratrice di dipinti e nel corso degli anni ha affiancato progetti d’arte contemporanea (a partire da un laboratorio urbano con Antonio De Luca e Ingrid Simon). La “svolta” dall’incontro col fotografo Pio Tarantini.

S/oggett/E: cosa ha significato per te la rassegna e come hai vissuto la fase “laboratoriale”? Cosa ti aspettavi e come è andata?
Ho cominciato a partecipare subito dopo il primo incontro: sentivo di aver perso la parte più importante, invece mi sbagliavo. Con Francesca Speranza le cose non sono mai lineari e sopratutto non seguono mai un percorso scontato. È stato necessario parlare a lungo, vedere l’esempio fotografico di alcune autrici, discutere sulla percezione della nostra immagine. Non ho avuto grosse aspettative, mi sono lasciata trasportare dalle sensazioni.

Come t’è venuta l’idea di queste foto?
Per caso, ma a volte il caso non c’entra nulla. Ho partecipato a un incontro di drag king, una cosa nuova per me, talmente nuova che mi sono sentita subito eccitata all’idea di immaginarmi e immaginare altre persone estranee a questa pratica di trasformazione nei panni di un’identità sospesa.

Raccontaci come le hai realizzate. Quali sono state le difficoltà principali? Cosa ti ha sorpreso di più?
Ho pensato a lungo a come realizzarle. Temevo di cadere nel cliché del travestimento fine a se stesso, un po’ pagliaccesco, basato su “effetti speciali”. Fondamentale è stato ascoltare le drag king per capire quale direzione seguire. Ho iniziato a chiedere ad alcune mie amiche se l’idea poteva interessarle, e la proposta è stata accolta con un entusiasmo che non mi aspettavo. Forse parlare di “Io sono bellissima” ha in parte agevolato il primo approccio al tema, ma poi è stato necessario andare a fondo, scavare un po’ nell’animo di chi si è messa di fronte al mio obiettivo. All’inizio ho cercato di guidare il percorso di ognuna, poi mi sono lasciata andare per percepire meglio lo spirito tutto al femminile della sala posa.

Come è cambiata la tua idea di “bellezza”?
Ho sempre considerato la bellezza attraverso l’arte. Forse questa è stata l’occasione che mi ha permesso di vederla in maniera più… sporca, senza patinature o drappeggi.

Pensi che la fotografia possa davvero essere un’arma di resistenza e attacco al brutto del mondo?
Beh lo è stata storicamente, perché non dovrebbe esserlo ancora?

(a cura di Loredana De Vitis)

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Monica Romano per S/oggett/E

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments

Monica Romano con Francesca SperanzaIn otto scatti ha scelto di mettere in discussione la rigidità degli stessi concetti di “posa” e di “bellezza”, ritraendo sorridenti e giocose un gruppo di persone down con le loro assistenti. Si chiama Monica Romano e ha partecipato a S/oggett/E.

Monica, raccontaci com’è cominciato il processo creativo nel laboratorio con Francesca Speranza.
La fase laboratoriale è stata importante e interessante, ci siamo incontrate per condividere il progetto e soprattutto per individuare un denominatore comune. La produzione fotografica è stata poi realizzata individualmente. A Francesca Speranza riconosco la capacità di averci fatto vivere questa esperienza in totale serenità e libertà creativa. Con lei e le altre artiste ho condiviso idee e pareri sulla personale interpretazione di alcune artiste contemporanee, tra le quali Francesca Woodman, sul tema della “bellezza” femminile con l’uso del linguaggio della fotografia, del mezzo fotografico e dell’autoritratto.

Come t’è venuta l’idea di lavorare con le persone down?
Ho sempre avuto le idee molto chiare sul chi, sapevo insomma molto bene su chi rivolgere la mia ricerca fotografica per l’interpretazione personale del tema “Io sono bellissima”, ma solo dopo la prima fase di confronto e di laboratorio ho tracciato il percorso da seguire. Sono partita da un’esperienza personale e professionale fatta molti anni fa con un bambino affetto da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), durante la quale ho avuto modo di imparare a leggere nei occhi di chi vive sulla propria pelle un disagio sociale una nuova espressione di “bellezza”: una bellezza interiore, non visibile, latente, lontana dai canoni e dagli stereotipi che la modernità e il consumismo mi avevano abituato a pensare. Nel ricordo di questa bellissima esperienza, e nella realizzazione del progetto, ho scoperto uno degli aspetti più interessanti e più belli della fotografia, quello di costruire prima dello scatto una relazione con il soggetto fotografato. Lo scatto è la fase finale di questa esperienza vissuta, e in qualche modo deve avere la forza di raccontarla tutta.

E poi cosa è accaduto?
Mi sono rivolta all’Associazione Italiana Persone Down di Brindisi. Sono stata da loro per circa venti giorni; si trattava di vivere con loro un’esperienza, instaurare una relazione di amicizia e di condivisione. In ogni occasione d’incontro ho scattato delle foto, ma in ognuna di esse non si leggeva questa relazione, non raccontavano l’esperienza che stavo vivendo. Gli scatti finali nascono proprio nella fase di maturazione di questa relazione.

Ci sono state difficoltà?
Molte, mi sono dovuta relazionare con vari gradi di disabilità e non è stato facile lavorare con alcuni di loro. Mi sono state di aiuto le assistenti sociali, che erano sempre presenti e collaborative. Mi ha sorpreso il desiderio diffuso di realizzare tutti assieme qualcosa di importante, spontaneo, bello e capace di raccontare una delle tante facce della “bellezza”.

Cosa ti è rimasto di questa esperienza?
Sicuramente un arricchimento culturale, una soddisfazione personale che nasce e si rivela grazie all’esperienza vissuta con i ragazzi. Il risultato più bello di questo lavoro non lo si percepisce nella sua complessità e nella sua totalità da queste immagini, è anche questo un limite della fotografia. Con questo lavoro ho cercato di raccontare una bellissima esperienza di condivisione e di divertimento, dove i soggetti fotografati esprimono, con i loro atteggiamenti e i sorrisi, il desiderio di mostrare all’osservatore la personale relazione con gli strumenti di creazione della bellezza come valore sociale.

L’arte può essere un’arma contro le brutture del mondo. Condividi l’idea della rassegna?
Dipende da come viene usata. Nel contesto in cui viviamo, per esempio, la fotografia viene strumentalizzata e l’effetto che si ha è proprio quello contrario. Però ci si può lavorare!

(a cura di Loredana De Vitis)

dic
22

Claudia Bruno per S/oggett/E

By iosonobellissima  //  immagini bellissime, parole bellissime  //  No Comments

che lavoro fai?
la spogliarellista.
ma veramente?
sì.
nel senso che ti togli i vestiti?
nel senso che mi metto a nudo.
e perché lo fai?
ci sono già così tanti strati a separarci.
sì, ma perché tu?
perché mi viene bene. e se mi sbuccio un po’ – vedi, così – l’incontro avviene. non m’interessa nient’altro che questa intima estraneità.
e allora cosa ci sei venuta a fare qui? in questo mondo dico.
sono venuta per testimoniare.
per testimoniare cosa?
la bellezza. sono venuta per testimoniare la bellezza.
che significa?
significa che se tu guardi avanti, io indico di lato. è un lavoro preciso, quello di noi che indichiamo di lato.
e a che serve?
serve che se tu guardi la strada, io ti dico “guarda lì, papaveri”. e se tu guardi le buche, io ti domando del cielo. e se tu guardi i vestiti, io mi metto a nudo.
ma così andiamo a sbattere.
può darsi, ma devi metterlo in conto.
cosa?
di andare a sbattere. per vivere devi rischiare di morire, così è il gioco, non barare per favore.
e dunque tu sei qui per questo.
sì. e questo è tutto.

Claudia Bruno per S/oggett/E. Rassegna d’armi d’artiste.

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S/oggett/E * la serata conclusiva

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments

Una serata densissima d’emozioni e di bellezza. Ecco le immagini della serata conclusiva della rassegna S/oggett/E. Nei prossimi giorni altri testi e immagini sulle/delle artiste partecipanti.

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#nonsidice #nonsifa, laboratorio teatral-politico

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments

Il 18 e 19 ottobre 2014 Io Sono Bellissima ha organizzato un laboratorio teatral-politico per l’elaborazione degli stereotipi di genere. A partire dal linguaggio quotidiano utilizzato da ciascun* delle/dei partecipanti, si è cercato di prendere coscienza – collettiva! – di quanto certi stereotipi siano sedimentati. Abbiamo lavorato per conoscere e de-strutturare parole, frasi, espressioni solo apparentemente innocue… ‘usando’ il teatro!

Hanno condotto il laboratorio, ospitato da Monnalisa HG a Lecce, Lorenzo Gasparrini e Sabrina Barbante e Davide Corvaglia del collettivo #iosonobellissima.

apr
12

#iosonobellissima… come un paesaggio

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“Io sono bellissima” ha presentato il volume “Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro” (Iacobelli editore), il 12 aprile 2014 nell’accogliente spazio di MonnaLisa Home Gallery (Lecce). Con le curatrici Sandra Burchi e Teresa Di Martino hanno dialogato Francesca Lamberti (Università del Salento), Irene Strazzeri (Università di Foggia) e Cristina Caiulo (Studio Aerrekappa). L’evento è stato patrocinato da Leda – Network per gli studi di genere e la storia della tradizione romanistica e dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università del Salento. Le relazioni con la casa editrice sono state curate dall’associazione EvaLunaLecce.

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mar
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l’immagine come arma * le immagini

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments
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Ecco le immagini del primo incontro del Laboratorio con SPERANZA FRANCESCA, promosso nell’ambito della rassegna S/oggett/E. Francesca ha lavorato – e continuerà a lavorare – con alcune giovani artiste all’espressione, lo scambio e la costruzione di espressioni di bellezza.

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gen
19

la parola come arma * le immagini

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments
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Ecco le immagini del primo incontro del Laboratorio con ILARIA SECLÌ, promosso nell’ambito della rassegna S/oggett/E. Ilaria ha lavorato – e continuerà a lavorare – con alcune giovani artiste all’espressione, lo scambio e la costruzione di espressioni di bellezza.

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nov
10

il suono come arma * le immagini

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments
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Ecco le immagini del primo incontro del Laboratorio con GIANNA GRECO, promosso nell’ambito della rassegna S/oggett/E. Gianna ha lavorato – e continuerà a lavorare – con alcune giovani artiste all’espressione, lo scambio e la costruzione di espressioni di bellezza.

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ott
25

our UN-conventional womens’ day

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments
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“Io sono bellissima” ha collaborato con la “United Nations Logistics Base” di Brindisi per la celebrazione dell’”UN Day” (United Nations Day), che si è svolto il 25 ottobre 2013 sul tema “Gender balance and women’s empowerment”. L’associazione ha tenuto alcuni incontri nelle scuole: gruppi di ragazze e ragazzi hanno poi presentato foto, video e altri lavori creativi sul tema.

La Presidente Loredana De Vitis e Sabrina Barbante del Consiglio direttivo sono intervenute inoltre con il role-play “Our UN-conventional women’s day. Comedy on gender and beauty stereotypes”. All’evento finale, che si è svolto nella sala convegni dell’Autorità portuale di Brindisi, era presente anche un punto informativo sulle attività dell’associazione.

Ecco le immagini degli incontri nelle scuole e dell’evento finale. Bellissime!

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