nov
20

fenomenologia del pannello

By iosonobellissima  //  parole bellissime  //  No Comments

Non so quanto siate abituati ai pannelli. Non è una banalità esserci abituati, perché un pannello non è un cartellone, o un poster, o un quadro. È un pannello e basta. Il pannello mostra ma anche copre. Il pannello, si dice, “riveste”. Copre mettendo una nuova veste. Bene, e allora: cosa coprono i pannelli di Loredana De Vitis? A cosa danno una veste nuova? E che altro sanno fare?

I pannelli di Io sono bellissima oscurano le solite immagini trite e ritrite della bellezza, quella venduta, quella spesa, quella oggetto di un mercato di “prodotti di bellezza” e di “centri estetici”, luoghi del linguaggio che fingono di costringere ciò che non si può contenere – la bellezza, appunto. Questi sguardi usati e abusati sono coperti da questi pannelli, e vengono rivestiti, contenuti, chiusi, isolati – pannelli isolanti, allora, anche. E finalmente, fermati e chiusi, quegli sguardi inutili e finti non sono più la nostra abitudine visiva; e finalmente guardiamo, liberi, quello che è stato da sempre sotto i nostri occhi. Vediamo che io sono bellissima.

La critica alla nostra abitudine visiva è fatta con le immagini e le parole, liberamente messe insieme così come vengono e come sono, in un gioco linguistico e immaginativo che nessun pregiudizio contiene più. Torniamo padroni del nostro vedere e scopriamo la cosa che era lì, è sempre stata lì, ma noi non la vedevamo e non la pronunciavamo. Io sono bellissima ci ridona lo sguardo che avevamo lasciato in mano a qualche altra forza che non è mai stata la nostra, e che voleva indicare, sezionare, spiegare, prescrivere ciò che andava visto e ciò che andava rivisto. Ora, grazie a questi pannelli, ci riappropriamo di qualcosa che era da sempre nostro e che altri stavano pilotando. Io sono bellissima sono anche pannelli di controllo, per il riavere il controllo dei nostri occhi.

Un controllo che non è costrizione, ma costruzione. C’è un senso della bellezza da rifare da capo, non solo distruggendo quello vecchio ma anche riproducendo (sia “riflettendo” che “producendo di nuovo”) quello sguardo abituato al troppo già visto, già detto. Io sono bellissima lotta contro l’anestetico riprodurre figure tutte uguali, contro il riflettere le solite immagini che, accumulandosi a migliaia e migliaia, smettono di essere viste per essere solo assimilate e assecondate. Contro questo sonno dello sguardo i pannelli di Loredana De Vitis costruiscono un edificio di carne, pelle, parole e occhi; chiamano i sensi ad essere usati, ad esplorare, a riconoscere il non conforme, il non omologato, il non comune, l’eccezionale di ogni corpo. Questi pannelli, ecologicamente, riciclano non lo scarto, l’usato, il consumato, ma rimettono in circolo ciò che era stato abbandonato, addormentato, assopito per fare posto al “volto medio della bella italiana di oggi”. Questo nuovo materiale, ecologico e a costo zero, siamo noi stessi, i nostri corpi, i nostri sguardi.

Questa di Loredana De Vitis è una vera rivoluzione, perché è fatta dall’interno, non è una rivoluzione importata da un fuori che cannoneggia, distrugge, impone la sua forza. Viene ribaltato l’ovvio, il consueto, il medio, per fare posto ad una energia viva, che assorbe lo sguardo ed emana bellezza. Io sono bellissima sono anche pannelli solari e radianti, dispositivi di assorbimento e rilascio di energia pulita che alimentano di nuova forza gli occhi di chi vorrà installarli su di sé. Basta guardarli, correrci dentro insieme all’energia che li percorre, muoversi dall’uno all’altro. Anche questa è una rivoluzione rispetto al consueto bombardamento passivo di immagini sfornate, ipocriticamente e anesteticamente, da ogni media. Il pannello si propone come medium, e sta in mezzo a tutto – separa e costruisce, copre e mostra, assorbe ed emette – ma non ci lascia passivi, ci sveglia dall’anestesia e ci lascia vivere capaci di sentire che io sono bellissima.

Lorenzo Gasparrini

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