gen
15

Mariateresa Contaldo per S/oggett/E

By iosonobellissima  //  immagini bellissime  //  No Comments

Mariateresa ContaldoHa partecipato a S/oggett/E scegliendo in sei scatti di “frantumare” la classica dicotomia di genere femmina vs maschio. Come? Semplice (o forse no): Mariateresa Contaldo ha ritratto donne travestite da uomini – alcune per pratica consolidata, altre su invito della fotografa. Laureata in Storia dell’arte, ha iniziato come restauratrice di dipinti e nel corso degli anni ha affiancato progetti d’arte contemporanea (a partire da un laboratorio urbano con Antonio De Luca e Ingrid Simon). La “svolta” dall’incontro col fotografo Pio Tarantini.

S/oggett/E: cosa ha significato per te la rassegna e come hai vissuto la fase “laboratoriale”? Cosa ti aspettavi e come è andata?
Ho cominciato a partecipare subito dopo il primo incontro: sentivo di aver perso la parte più importante, invece mi sbagliavo. Con Francesca Speranza le cose non sono mai lineari e sopratutto non seguono mai un percorso scontato. È stato necessario parlare a lungo, vedere l’esempio fotografico di alcune autrici, discutere sulla percezione della nostra immagine. Non ho avuto grosse aspettative, mi sono lasciata trasportare dalle sensazioni.

Come t’è venuta l’idea di queste foto?
Per caso, ma a volte il caso non c’entra nulla. Ho partecipato a un incontro di drag king, una cosa nuova per me, talmente nuova che mi sono sentita subito eccitata all’idea di immaginarmi e immaginare altre persone estranee a questa pratica di trasformazione nei panni di un’identità sospesa.

Raccontaci come le hai realizzate. Quali sono state le difficoltà principali? Cosa ti ha sorpreso di più?
Ho pensato a lungo a come realizzarle. Temevo di cadere nel cliché del travestimento fine a se stesso, un po’ pagliaccesco, basato su “effetti speciali”. Fondamentale è stato ascoltare le drag king per capire quale direzione seguire. Ho iniziato a chiedere ad alcune mie amiche se l’idea poteva interessarle, e la proposta è stata accolta con un entusiasmo che non mi aspettavo. Forse parlare di “Io sono bellissima” ha in parte agevolato il primo approccio al tema, ma poi è stato necessario andare a fondo, scavare un po’ nell’animo di chi si è messa di fronte al mio obiettivo. All’inizio ho cercato di guidare il percorso di ognuna, poi mi sono lasciata andare per percepire meglio lo spirito tutto al femminile della sala posa.

Come è cambiata la tua idea di “bellezza”?
Ho sempre considerato la bellezza attraverso l’arte. Forse questa è stata l’occasione che mi ha permesso di vederla in maniera più… sporca, senza patinature o drappeggi.

Pensi che la fotografia possa davvero essere un’arma di resistenza e attacco al brutto del mondo?
Beh lo è stata storicamente, perché non dovrebbe esserlo ancora?

(a cura di Loredana De Vitis)

Leave a comment

You must be logged in to post a comment.